Baby nuoto: pesciolini in piscina

Nel precedente articolo abbiamo elencato quali sono i molteplici benefici della piscina per i neonati, ora nello specifico vediamo in cosa consiste un corso di Baby nuoto.

Che cos’è il Baby Nuoto?

Baby Nuoto, è una attività psicomotoria che si svolge in acqua per i bambini dai 3 mesi ai 3 anni, consigliata dai neonatologi e dai pediatri, poiché favorisce uno sviluppo armonico del neonato.

Le lezioni di acquaticità sono sempre molto emozionanti, sia per i piccoli che per gli adulti, i bambini sembrano tornare ad uno stato prenatale, coccolati dal galleggiamento e dalla sensazione dell’acqua calda e i genitori sono altrettanto emozionati nel vedere il proprio cucciolo “nuotare” felice.

Dove si svolgono le lezioni?

Le lezioni di baby nuoto si svolgono in una vasca appositamente climatizzata e dedicata esclusivamente all’esperienza dei più piccolini.

Un istruttore qualificato guiderà i genitori alle prese con questa nuova esperienza suggerendo loro i giochi da fare e consigliando il modo migliore per tenere i bimbi.

Il corso non prevede il raggiungimento di obiettivi tecnici (nel neonato infatti, manca la necessaria maturità del sistema nervoso e di conseguenza un adeguato controllo motorio) ma rappresenta una buona opportunità per il bambino che, attraverso il gioco, potrà costruire solide basi da cui partire per affrontare al meglio i successivi anni di scuola nuoto.

Quali sono le parti del corso?

La prima parte della lezione è dedicata all’ambientamento in acqua, il bambino in maniera graduale verrà infatti introdotto nell’ambiente acquatico, poi piano piano attraverso il richiamo del riflesso di apnea e attraverso le stimolazioni sensoriali, uditive, visive e tattili, sarà portato ad acquisire quelle posture psicomotorie che consentono il galleggiamento sul dorso, in posizione prona e verticale, la discesa sott’acqua fino alla capacità di risalire in superficie.

Attraverso i giochi  il bambino inizierà a prendere confidenza con l’ambiente acquatico e imparerà successivamente a muoversi in esso con disinvoltura, acquistando gradualmente l’autonomia.

Durante la lezione verranno, infatti, suggeriti ai genitori prese, esercizi e giochi da fare insieme.

Quali sono gli esercizi?

Gli esercizi di baby nuoto si dividono in base alle fasce d’età.

Dai 3 agli 8 mesi

i più piccini, le attività si focalizzano sullo sperimentare la presa degli oggetti rilasciati in acqua, inoltre si prova a sviluppare l’utilizzo degli arti inferiori, mettendo il neonato in posizione dorsale.

Il galleggiamento sul dorso è una fase piuttosto complessa, dal momento che non tutti i bambini amano particolarmente stare in posizione supina nell’acqua.

Il corpo, per galleggiare nell’acqua, deve anche essere completamente rilassato e il bambino, solitamente, non lo capisce subito, ci vuole molta pazienza!

Il genitore, comunicando con il bambino e attraverso l’ondeggiare e il fluttuare del suo corpo nell’acqua, gli infonde fiducia e sicurezza. In questa fase infatti la relazione genitore-bambino è fondamentale, vi è un dialogo tonico, che si esplicita con il contatto pelle-pelle, sguardo-sguardo.

Dagli 8 mesi ai 12 mesi

il bimbo comincia a mettere gli oggetti dentro dei contenitori e a consolidare le sue competenze in acqua grazie anche all’utilizzo degli ausili. Oltre a ciò, utilizza gli arti inferiori e superiori autonomamente, il controllo della corteccia si estende agli arti inferiori, questo vuol dire che il piccolo non deve imparare a nuotare poiché, in modo istintivo, è già in grado di farlo.

Inoltre in questa fase, il bambino incomincia a lasciare i genitori per breve tempo e anche la relazione con il gruppo diventa sempre più significativa.

Dai 12 ai 20 mesi

il neonato diventa indipendente, attraverso gli oggetti, riesce a programmare mentalmente le sue azioni, a relazionarsi con i pari, quindi gioca autonomamente con gli altri bambini, si mostra entusiasta dei nuovi esercizi che gli vengono proposti e riesce a galleggiare autonomamente. In questa fase il bambino comincia ad avere consapevolezza del proprio corpo e questo gli permette di percepire la propria esistenza e la sua presenza nel mondo.

Dai 20 ai 36 mesi

il bambino, anche attraverso il linguaggio, esprime concetti astratti, inizia a introdurre un pensiero simbolico. Inizia la fase di separazione dal genitore, il bambino raggiunge la totale autonomia e diventa soggetto del processo educativo, e di consapevolezza di sé e dei propri limiti.

Sara Ugolini

Sara Ugolini

Neuropsicomotricista dell'Età Evolutiva

 

Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva

Tel: 3286636947
Email: [email protected]

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